Return to site

GIORNI SOSPESI: FARSI PICCOLI, PER FARSI GRANDI

Viviamo giorni incredibili, che mai avremmo creduto di dover vivere. Un virus comparso dal nulla pare ci abbia imprigionato in casa, impedendoci il contatto con l’altro, trasformando la nostra percezione della vita, della libertà e mettendoci a contatto con l’angoscia di morte, come mai era accaduto prima. I posti di blocco che controllano i nostri scarsissimi spostamenti ci catapultano in una realtà quasi fantascientifica, così come il suono in sottofondo, quasi costante, delle ambulanze.

Ci sentiamo disorientati, persi, impauriti, reclusi, puniti dalla vita. Abbiamo paura per il futuro. Eppure, questa epidemia fa i suoi racconti.   Ci racconta moltissimo di noi, lascia emergere le nostre più profonde resistenze, le paure più ataviche imprigionate in noi, ci pone nudi dinanzi al lutto, alla perdita di tanti, al timore per la sopravvivenza, fisica ed economica.   Eppure, svela anche il nostro potenziale e ci obbliga a reagire, ad organizzare cori sui balconi, meditazioni collettive, piccole e grandi gestualità che attivano la nostra miglior risposta, la nostra incredibile ed umana capacità di adattamento e resilienza. Si tratta quindi di spogliarsi delle proprie maschere e stare di fronte alle proprie paure e al dolore umano, lasciarlo emergere, viverlo anche. Ed in questo, possiamo finalmente diventare piccoli di fronte alla vita, inermi dinanzi agli eventi. Non possiamo che imparare ad inchinarci alla sua grandezza e riconoscere le nostre fragilità, come fanno i bambini. Un bambino, infatti, sa perfettamente che piangere è necessario, come è necessario avere paura e provare dolore e sa che è proprio l’espressione di questi profondi stati d’animo che gli permetteranno di essere accolto fra le braccia del genitore, che si prenderà cura di lui. Dobbiamo imparare ad essere disarmati, piccoli dinanzi alla vita e riporre in lei la nostra fiducia, affinché possa prendersi cura di noi, curare le nostre ferite del cuore e la nostra paura umana. E’ in questo diventare piccoli dinanzi alla vita e piangere fra le sue braccia che si attiva il nostro potenziale e, finalmente, possiamo diventare grandi. Diventare grandi significa ricordarsi, ad un certo punto, di essere incredibilmente resilienti, attraversare il dolore e la paura e attivare le nostre risorse. Ricordarsi che la vita è magica e comunque meravigliosa, che possiamo scovare le nostre strategie per stare meglio, per risollevarci, per portare avanti il nostro lavoro e continuare a coltivare le nostre umane relazioni, nonostante la lontananza. E allora, possiamo organizzare aperitivi virtuali in cui celebrare la vita e ridere con gli amici, sebbene a distanza, in modo da asciugarci le lacrime e ricordarci che siamo qui, vivi. E cantare, ballare, dedicarsi allo studio e, chissà, scoprire anche qualche passione che se ne stava acquattata in noi, in attesa di essere vista. E coltivarla in questo periodo, permetterle di prendere forma. Possiamo apprendere l’arte di essere flessibili e adeguarci agli eventi, senza esserne dominati. E quando tutto questo sarà passato, perché ogni tempesta passa sempre, dopo aver pianto e seppellito i nostri morti, ci accorgeremo di essere nuovi, più consapevoli della nostra resilienza, più saggi, più autentici. In questa fase tanto incredibile quanto delicata, rimaniamo a vostra disposizione, via mail e telefonicamente, per chiunque abbia necessità di ricevere aiuto per questo sacro momento di trasformazione. Buon cammino
All Posts
×

Almost done…

We just sent you an email. Please click the link in the email to confirm your subscription!

OKSubscriptions powered by Strikingly